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Fissa un appuntamento, diventa donatore

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Donazione e Covid-19: cosa c’è da sapere

L’emergenza sanitaria da COVID-19 ha comportato alcune misure che riguardano anche i donatori di sangue. Ecco cosa c’è da sapere.

Partiamo dalla considerazione che, da sempre, la donazione viene effettuata quando il donatore è in buono stato di salute. Anche alla luce della pandemia che stiamo affrontando, quindi, se non siamo in perfetta forma è sempre meglio contattare prima il proprio medico o il centro trasfusionale.

Se nei 14 giorni che precedono l’appuntamento per la donazione ha soggiornato o sei transitato in un Paese tra Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Repubblica Ceca o Spagna potrai donare solo dopo esserti sottoposto a tampone con esito negativo.

Anche se il donatore risiede in una regione rossa o arancione, lo spostamento per recarsi a donare il sangue rientra tra le situazioni di necessità ed è pertanto consentito. Nell’apposita autodichiarazione dovrà essere indicato come motivo dello spostamento la “donazione di sangue ed emocomponenti”. Lo spostamento tuttavia non è consentito, così come la donazione, qualora il donatore sia positivo a COVID-19 o sottoposto a isolamento.

Aspetta comunque 14 giorni prima di andare a donare:

  • se sei rientrato di recente da un viaggio da qualsiasi territorio internazionale esclusi i Paesi dell’UE con l’eccezione della Romania (Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria), gli Stati parte dell’accordo di Schengen (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera), Regno Unito, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Città del Vaticano;
  • se pensi di essere stato esposto al rischio di infezione da Coronavirus per contatto con una persona con infezione documentata da Sars-CoV-2 (potrai anticipare la donazione dopo 10 giorni solo se al decimo giorno ti sottoporrai a tampone con esito negativo).

E se hai contratto il COVID-19…

Se sei un positivo asintomatico, dovrai rispettare i 10 giorni di quarantena previsti per legge e, al termine dei 10 giorni, potrai donare solo dopo aver fatto un tampone con esito negativo.

Se sei un positivo sintomatico, invece, dovrai rispettare i 10 giorni di quarantena dall’inizio dei sintomi e poi potrai donare il sangue solo dopo aver effettuato un tampone con esito negativo. Il tampone dovrà comunque essere eseguito dopo almeno 3 giorni dalla scomparsa dei sintomi (tranne che per la perdita di gusto e olfatto che tendono a persistere anche dopo la guarigione).

I positivi di lungo termine (soggetti che non negativizzano dopo la quarantena di 10 giorni) potranno essere riammessi alla donazione solo dopo la scomparsa di tutti i sintomi ed essersi sottoposti a tampone con esito negativo.

Ti consigliamo di fare sempre una telefonata al Centro Trasfusionale anche in caso di dubbi, ma soprattutto:

  • se ti viene diagnosticata l’infezione da Covid-19 nei 14 giorni successivi alla donazione
  • se compaiono sintomi associabili al Covid-19 nei 14 giorni successivi alla donazione
  • se nei due giorni precedenti alla donazione sei stato a stretto contatto con una persona a cui è stata, successivamente alla tua donazione, diagnosticata l’infezione da Covid-19

Per i donatori provenienti dalle aree a maggior rischio il Centro Nazionale Sangue ha disposto misure specifiche per la sospensione temporanea delle donazioni.

A proposito delle donazioni di plasma iperimmune

Si sente parlare già da tempo dell’efficacia delle cure con plasma iperimmune. Molti enti si stanno spendendo per promuovere la donazione di plasma da parte di chi è guarito dal Covid-19. Ecco allora le informazioni fornite dall’Ulss 8 Berica che abbiamo riassunto qui di seguito.
Non tutti i potenziali donatori guariti sono candidabili alla donazione di plasma iperimmune.

Possono donare tutti coloro che siano stati ricoverati o curati a domicilio che: 

  • hanno un’età compresa tra i 18 anni e 60 anni;
  • sono risultati positivi al tampone molecolare per il virus Sars Cov2;
  • hanno manifestato sintomi correlati alla malattia (febbre, difficoltà respiratoria, dolori alle articolazioni, perdita del gusto/olfatto, polmonite, ecc.)
  • hanno eseguito almeno 1 tampone con risultato negativo dopo 10 giorni dalla comparsa dei sintomi e dopo almeno 3 giorni dalla scomparsa dei sintomi. 

Sono invece esclusi dalla donazione: 

  • donne che abbiano avuto gravidanze o aborti;
  • uomini/donne che abbiano ricevuto precedenti trasfusioni;
  • pazienti affetti anche in passato da patologie neoplastiche. 

Per chi volesse rendersi utile o volesse maggiori informazioni questi sono i recapiti da contattare:

Ospedale S. Bortolo Vicenza 
0444-757059 (dalle 13.00 alle 16.00)
E-mail centrosangue@aulss8.veneto.it 

Ospedale di Santorso 
0445-571466 (dalle 11.00 alle 14.00) 

Ospedale di Bassano del Grappa 
0424-888701 (dalle 11.00 alle 14.00) 

Come ha commentato in questo articolo il Direttore Sanitario di Avis Regione Veneto, dott. Giovanni Lenzo: “Nei trasfusionali si farà una accurata selezione dei soggetti ex pazienti Covid 19 che hanno risposto alla chiamata. Dovranno innanzitutto essere guariti da almeno due settimane, con due tamponi negativi eseguiti a distanza di 24 ore l’uno dall’altro (come prevedono le linee guida del Ministero della Salute) e non avere altre patologie. Saranno quindi sottoposti ad esami e procedure che attestino idoneità e sicurezza alla donazione, dato che non tutti i pazienti guariti sviluppano gli anticorpi in egual misura ed efficacia. Se la donazione è possibile, il plasma verrà successivamente congelato e stoccato per la sperimentazione e gli studi collegati, in modo da consolidare la fondatezza scientifica delle ricerche in corso e costituire nel contempo una riserva di plasma pronto per eventuali fasi successive di utilizzo in protocolli clinici.

Tra gli ex pazienti potrebbero, naturalmente, esserci anche dei donatori già periodici Avis, iscritti ad altre associazioni o non iscritti ad associazioni, per i quali le procedure di selezione potrebbero rivelarsi più semplici e superabili positivamente.”

Dott.ssa Francesca Stefani
0444 752579

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